La capra che volò suol bosco
di Nadia Agustoni
La capra che volò sul bosco. di Nadia Agustoni
A me gli animali creano sempre stupore. Gli animali sono esseri di un mondo più grande del nostro. Un mondo grande quanto il bosco più grande. Alcuni sono semplicemente animali, simpatici o meno, altri sono particolari e si distinguono perché compiono imprese eroiche. Avendo un’ampia veduta della terra circostante dall’alto tetto su cui sono di vedetta, mi capita a volte di assistere ad episodi stravaganti che hanno per protagonisti gli animali. Immagino che tutti sappiate cosa è una capra e magari sapete anche che le capre in genere sono ostinate. Diciamo che sono l’ostinazione a quattro zampe. Questa storia non è inventata, è accaduta: un fatto notturno con prove di volo. La prima volta che mi capitò di assistere al volo notturno di una capra non volevo credere ai miei occhi, ma i miei occhi hanno visto una capra con paracadute spiccare un balzo dal cornicione di questa casa. Rimase impigliata tra i rami degli alberi di fronte, ma come niente fosse mentre era lì sospesa mi chiamò a soccorrerla. Gli domandai, stando seduto sulla grondaia, cosa mai le era saltato in mente. Disse solo che lei aveva avuto antenate funambole, acrobate e atlete del salto in alto. Chiesi subito: “e perché mai tu vuoi saltare in basso?”. Sembrò pensarci un po’, ma in verità mi guardò ridacchiando e poi rispose: “ come sei conformista, anche vivere sui tetti non ti rende perspicace”.Ci rimasi maluccio perché sono il bambino dei comignoli, piccolo in mezzo al vento grande, che mi gira ovunque perfino nel naso e devo sbuffare, sbuffare via l’aria e così domandai di nuovo: “cosa stai facendo esattamente”. La capra che aveva un nome irreale, che non ricordo, mi rispose di essere la capra blu di un quadro. Sgranai gli occhi: “come? Sei una finzione?” Ma lei mi disse che era soltanto in vacanza dal quadro; era uscita per un po’ a prendere aria scoprendo però che nel nostro mondo le capre non volano, volano solo nell’immaginazione di chi le colora di blu. Felice di avere compreso il suo mistero mi offrii di aiutarla a ritrovare il quadro. La capra, che poi era una capretta, ci pensò e mi chiese se per caso potevo portarle un bosco. “A che ti serve?” domandai. E lei urlando:“ ma che domande fai, non sai che nei quadri le capre volano dai tetti fino a sopra i boschi? Mi serve un bosco per tornare a volare, cercalo!”.
Era una grande impresa cercarle un bosco, ma riflettendo compresi che se il bosco non va alla capra è la capra che va al bosco. La presi con me e la portai fin laggiù. Mi pregò di farla salire sull’albero più alto e quando arrivammo in cima vidi subito che la capra blu era ormai leggerissima, come un foglio di carta e poteva di nuovo volare. La capra volò sul bosco e mi ingiunse, gridando fino a fare tremare le nuvole, di imparare ad essere libero, ma non per finta: “ non stare lì sui tetti a fare il filosofo. Disegna barche, aerei, zattere, isole che si muovono e gira il mondo in lungo e in largo. Solo così saprai a cosa serve l’ostinazione: a fare certe cose impossibili come volare sopra i boschi e tirare le orecchie ai bambini vanitosi”. Questa è la storia vera di una capra ostinata che volò su un bosco e dentro un quadro ed è ancora blu nel suo quadro, ma solo di giorno, di notte lei se ne va in giro. Ogni tanto la rivedo sopra gli alberi, muove le zampette e saluta, io so che vuole dirmi di essere coraggioso e blu e leggero come un foglio di carta e come una capra. |

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