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Anno 10° - Numero 85 - Luglio  2010  

 
 



L'identita e il genere
a cura di Mary Nicotra

  22/01/2007Versione per la stampa    Invia questa pagina    

Il giullare e l'amor nascosto

di Nadia Agustoni

I testi che appartengono al canone letterario sono considerati oggetti d’uso per pochi esperti in materia e rileggerli senza la lente deformante dell’ortodossia può a volte portare a scoperte minori, ma che tuttavia, proprio per tale motivo, possono illuminare un lato in ombra dell’epoca in cui sono stati scritti. Ad essere del tutto sinceri, è difficile capire l’ostilità verso studi che in modo serio e documentato ci informano che la percezione della vita e dei corpi non è mai stata veramente univoca, anche quando tempi ben più refrattari dei nostri verso una sessualità altra avrebbero consigliato una visione più ortodossa nel trattare il tema .


Un saggio di Giovanni R. Ricci sull’interpretazione rimossa dei primi due versi del Contrasto di Cielo D’Alcamo poeta del 200 uscì per i Quaderni della Gazebo (*) ( collana che raccoglie saggi di vario interesse e testimonianze , curata da Gabriella Maleti e Mariella Bettarini ) nel 1999 e offrì, ma non per la prima volta , una interpretazione che i più hanno preferito tacere perché imbarazzante .

Rosa fresca aulentis[s]ima ch’apari inver’ la state,
le donne ti disiano, pulzell’e e maritate: (1)

Giovanni R. Ricci avanza in questo suo saggio sul Contrasto la tesi che i primi due versi del poema giullaresco parlino del desiderio di donne maritate e fanciulle per la bella amata cantata dal poeta . Questa tesi , pur presente agli studiosi del testo duecentesco, è stata sempre rimossa, mai vagliata fino in fondo pur essendo più che plausibile e infine consegnata al silenzio.

Nel 1997 esce L’Antologia della poesia italiana diretta da Cesare Segre e Carlo Ossola (2) e in questa una attenta studiosa , Luigina Morini, ripropone una tesi ai più “ negletta”, ma che non è mai stato possibile scartare e che Ricci , dopo averla accuratamente vagliata, ritiene vera.

Il confronto con le altre due più correnti interpretazioni (3) è serrato e Ricci, pur dicendo chiaramente che una delle due ipotesi rimane sempre aperta, propende per questa terza interpretazione che a suo parere è stata mal valutata per ragioni moralistiche.

Il testo di Giovanni R. Ricci apporta delucidazioni sull’epoca e i costumi ed è corredato da citazioni da testi ecclesiastici e da studi di importanti storici , che aiutano anche i profani a contestualizzare il poema in questione. Un confronto ulteriore è con un altro poema del 200, una ballata di Bonagiunta Orbicciani ( che Dante confina al Purgatorio) e che della bellezza dell’amata dice che è tale da far innamorare ( anche) le donne. Lo stesso Dario Fo in Mistero Buffo nel lontano 1969 proponeva , in chiave di farsa, la tesi che Ricci sostiene. Una tesi non nuova insomma.

Riguardo ai testi ecclesiastici citati dallo storico Duby in cui si parla esplicitamente di lesbismo propongo un estratto dello stesso Duby inserito nel saggio del Ricci e che si riferisce al Decretum ( raccolta di canoni ecclesiastici ) e riguarda la pena da infliggere ai peccati contro natura:

da 3 a 5 anni di lamentazioni pubbliche, di digiuni, di penosissime astinenze per riscattare il peccato delle lesbiche o di quelle scervellate che sognano di cavalcare di notte in compagnia del diavolo. (4)

Anche il vescovo Stefano di Fougerés parla di un “ gioco che hanno trovato le dame” e che nomina scherzandoci , come per non darvi peso. (5) Tuttavia è una indiretta conferma che all’epoca e in particolare nell’amor cortese vi era un fiorire di amori saffici.

Sulla rimozione dell’interpretazione riproposta da Giovanni R. Ricci, è lo studioso stesso ad avanzare il sospetto che : […] l’ipotesi in questione […] è finita per apparire […] agli storici della nostra letteratura […] non nominabile non solo perché indecente, ma più radicalmente perché inconcepibile, non pensabile, al di fuori di quanto può esservi sul piano sia del reale che dell’immaginario. (6)

Non sorprende comunque che anche intorno a pochi versi possa scatenarsi l’ansia da rimozione, avendo presenti le continue polemiche che accompagnano l’argomento omosessualità.

Una domanda agli storici dovremmo però pur farla e si dovrebbe chiedere a cosa servono e a chi tanti occultamenti quando l’alterità lesbica, omosessuale e transgender non solo non è scomparsa ma ha per così dire occupato la scena del moderno e del post moderno.


Nadia Agustoni


Note

*) Gazebo Edizioni www.emt.it/gazebo o e mail gamalet@.tin.it per richieste
Giovanni R. Ricci; L’interpretazione rimossa.
I primi due versi del Contrasto di Cielo D’Alcamo. Edizioni Quaderni di Gazebo ( 1999), Firenze.

1) I primi 2 versi del Contrasto di Cielo D’Alcamo. In appendice nel libro di Ricci è riportato l’intero poema
2) Cesare Segre e Carlo Ossola (a cura di); Antologia della poesia italiana vol. I ( duecento – trecento) Einaudi 1997.
3) Delle due interpretazioni prese in esame da Giovanni R. Ricci la prima ( ormai vetusta) tentava di “ leggere in chiave maschile il termine donne” ; la seconda “ ha ritenuto che i primi 2 versi, o parte di essi, fossero riferiti esclusivamente alla rosa metafora della donna e non anche a quest’ultima”. pag. 8
4) Citazione a pagina 27 del saggio di Ricci.
5) Ibidem pag. 27
6) Ibidem pag. 8

** L’autore :
Giovanni R. Ricci è laureato in lettere all’Università di Pisa. Si è specializzato in psicologia all’Università di Siena e insegna “ Storia dello spettacolo” nelle Accademie di Belle Arti . Attualmente è professore in quella di Firenze e docente a contratto di “ Teorie e tecniche della produzione di immagine” presso la Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Firenze. Collabora a molte riviste tra cui: Salvo Imprevisti ( oggi L’Area di Broca ), Il Verri, Il Ponte, Cenobio, Il Lettore di provincia e altre. Ha curato la riedizione di un testo settecentesco sul pantomimo classico ( L’arte di gestire con le mani ; Vincenzo Requero ; Sellerio 1982). E’ fra gli autori di vari testi collettivi tra cui : Dedicato a Pier Paolo Pasolini 1976 Gammalibri. E’ autore di un libro di poesia : Il gioco di Marienbad (1976), Firenze. Il suo ultimo lavoro pubblicato da Gazebo Edizioni ( Firenze 2006) è : L’Amleto shakespeariano e la morte di Francesco I Della Rovere ( Edizione bilingue italiano e inglese) .












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