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14 Gennaio 2011

Corte Costituzionale: Emilia Romagna, sì a Welfare senza discriminazioni

Il 13 gennaio è un buon giorno per il cammino irto e sconnesso dell'affermazione dei principi di uguaglianza e di non discriminazione in Italia. La Corte Costituzionale ha rigettato il ricorso del Governo contro l'articolo 48 della finanziaria 2010 della Regione Emilia Romagna, l'articolo che afferma il principio di uguaglianza nell'accesso ai servizi pubblici a tutte le forme di famiglia, senza distinzione di orientamento sessuale o di status giuridico.

Corte Costituzionale: Emilia Romagna, sì a Welfare senza discriminazioni

Il 13 gennaio è un buon giorno per il cammino irto e sconnesso dell’affermazione dei principi di uguaglianza e di non discriminazione in Italia.  La Corte Costituzionale ha rigettato il ricorso del Governo contro l’articolo 48 della finanziaria  2010 della Regione Emilia Romagna, l’articolo che afferma il principio di uguaglianza nell’accesso ai servizi pubblici a tutte le forme di famiglia, senza distinzione di orientamento sessuale o di status giuridico. Alla presentazione della finanziaria, nel dicembre 2009, l'arcivescovo di Bologna aveva reagito duramente, con un appello al Presidente della Regione Errani, chiedendo la cancellazione di quell'articolo,  definendolo gravemente ingiusto, addirittura un attentato alle clausole di cittadinanza! Prontamente il governo aveva fatto partire il ricorso, facendo evidentemente sua la posizione dell'arcivescovo Caffarra contro i cosiddetti  Dico all'emiliana.
E arriviamo così alla risposta della Corte costituzionale che ritiene infondato il ricorso, una sentenza importante, come commenta Enzo Cucco dell'Associazione radicale Certi Diritti: " La sentenza sancisce il diritto delle regioni, ed anche degli enti locali, di intervenire nelle proprie materie di competenza, scegliendo i soggetti beneficiari degli interventi tenendo conto del principio di non discriminazione, così chiaramente indicato dalla normativa europea e dalla carta costituzionale. Non è la prima volta che la corte si esprime sui diritti delle unioni civili, e la recente sentenza sul matrimonio conteneva più di un riferimento alla salvaguardia dei diritti delle unioni tra persone dello stesso sesso dalla carta costituzionale vigente".
Passi di civiltà che vedono protagonisti anche alcuni Comuni, continua Cucco,  "primo tra tutti quello di Torino, che nel corso degli anni hanno lavorato in modo continuativo e costruttivo per identificare e realizzare iniziative concrete di lotta all'omofobia e transfobia, sostegno alle coppie unite senza vincolo di matrimonio. Ed a tutte le associazioni che stanno operando nel "giorno dopo giorno", un passo dopo l'altro senza attendere leggi da questo parlamento che non è in grado di fare riforme serie su questa materia".
 

Roberta Padovano

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