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26 Luglio 2011

Da " Soggetto senza parola" a "Soggetto particolare"

Il libro “Psicoanalisi applicata al disagio contemporaneo” (Neos edizioni) rappresenta una testimonianza di ciò che il discorso psicoanalitico può offrire di differente rispetto alle varie terapie che il “mercato” contemporaneo propone.

Un tempo, quello in cui viviamo, caratterizzato non solo da una moltiplicazione di oggetti e quindi anche di “soluzioni” di cui godere senza limite, ma dove addirittura il bisogno talora viene indotto nel consumatore a partire dall’oggetto stesso, nella logica di sapore pubblicitario del “ti offro ciò di cui non sapevi ancora di avere bisogno”, lasciando uno spazio minimo per il desiderio del soggetto.
All’interno di questo tipo di legame sociale, anche il modo e i sintomi con i quali il soggetto si presenta da un terapeuta hanno acquisito delle caratteristiche peculiari. Eventi di corpo, continui passaggi all'atto, storie congelate di disinserimento, varie declinazioni della precarietà, dipendenze da oggetti più svariati: queste sono solo alcune delle condizioni di emergenza per le quali i soggetti si rivolgono ad un terapeuta.
In ogni caso clinico, nelle riflessioni e nei commenti si mettono ben in rilievo le peculiarità dell'intervento dello psicoanalista e ciò che il Centro psicoanalitico di trattamento dei malesseri contemporanei, fin dalla sua fondazione, si è proposto di accogliere: proprio queste difficoltà, che non sono ancora delle “domande”, ma spesso ancora malesseri senza nome. Non si tratta, quindi, per i terapeuti che lavorano al Centro di proporre un'analisi, ma bensì un trattamento condotto a partire da una valutazione analitica, che lasci spazio al soggetto e ne rispetti la singolarità.
Il tipo di lavoro che spesso occorre fare è quello di permettere il passaggio da “soggetto senza parola” a “soggetto particolare”, che può dire; chi conduce il trattamento è chiamato a prendersi la responsabilità di far parlare il soggetto e di fare gli atti opportuni, mettendo in gioco due elementi fondamentali che sono il tempo e il pagamento. E’ proprio rispetto a questi elementi che il Centro Psicoanalitico ha inventato la differenza tra sezione Accoglimento, Precarietà e Trattamento, con modalità di lavoro particolari che ben emergono nel testo.
 Pagina dopo pagina si delinea una logica che orienta ogni caso e che, ogni volta in modo differente, permette a chi è lì di accogliere qualcuno che telefona, che si presenta per un appuntamento o che semplicemente chiede aiuto, lasciando lo spazio perché una domanda si produca. 

 

Cinzia Sobrero

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