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Attualità e Società

09 Dicembre 2013

La nuova frontiera della violenza sulle giovani donne: il cyberharrassment

L'uso distorto delle nuove tecnologie di comunicazione ha contribuito alla nascita del fenomeno del cyberharassment, ovvero le cyber molestie.

La nuova frontiera della violenza sulle giovani donne: il cyberharrassment

Esse implicano l'uso delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione quali e-mail, chat room, instant messaging o messaggi di testo (sms) come espressione di un comportamento intenzionale ostile ad un individuo od un gruppo con l'intento di nuocere.
Il cyberharassement consiste infatti nell'invio di messaggi continui e non desiderati, minacce, osservazioni sessualmente colorate, connotazioni peggiorative. Oggi oltre il 35% delle molestie avvengono on-line e nel  60% dei casi queste sono compiute da aggressori di sesso maschile a danno di vittime femminili, in particolari  giovani donne.
Le Cyber molestie, in inglese appunto cyberharrassment,  descrivono le azioni di persone che incessantemente perseguono le vittime in generale con l'intenzione di spaventare, imbarazzare e/o rovinarne la reputazione.
Questi attacchi possono avvenire sul posto di lavoro,  sul sito web della società o della scuola, sui blog o nelle riviste. In Italia, secondo alcune ricerche sul fenomeno del bullismo in generale, oltre il 24% delle adolescenti subisce prevaricazioni, offese o prepotenze.
Le “Cyber molestie” e lo stalkingcyber sono spesso usati come sinonimi per descrivere le azioni di persone che incessantemente perseguono gli altri in generale con l'intenzione di spaventare o imbarazzare la vittima e/o rovinarne la reputazione. In Italia, secondo alcune ricerche sul fenomeno del bullismo in generale, oltre il 24% degli adolescenti subisce prevaricazioni, offese o prepotenze. Come il bullismo nella vita reale, il cyberbullismo può a volte costituire una violazione del Codice civile, del Codice penale e, per quanto riguarda l'ordinamento italiano, del Codice della Privacy (D.Lgs. 196 del 2003).
In Inghilterra, più di 1 ragazzo su 4, tra gli 11 e i 19, anni è stato minacciato da un bullo via e-mail o sms. Oltre oceano la situazione non migliora: uno studio sullo stalking attraverso l’utilizzo dei telefoni cellulari del Dipartimento di Giustizia di Statistica giudiziaria ha confermato che lo stalking tramite sms, cosiddetto testuale è diventato un fenomeno molto diffuso negli Stati Uniti. Lo studio evidenzia come la tecnologia sia diventata un modo rapido e facile per gli stalkers di monitorare e molestare le proprie vittime.
 Anche per questi motivi 46 Stati americani hanno emanato leggi anti molestia con riferimento esplicito proprio ai nuovi strumenti di comunicazione elettronici. Il Centro Risorse sullo Stalking americano, un ramo del Centro Nazionale per le vittime di reati, ha rilevato che nel 60% dei casi, le molestie sessuali online sono operate da aggressori di sesso maschile a danno di vittime femminili in particolari delle giovani donne.
Ma perché i giovani maschi credono di avere il diritto ad avere tali atteggiamenti a danno spesso delle loro ex fidanzate?
Uno dei motivi sembrerebbe ancora quello di acquisire o mantenere una reputazione da "playboy" o di qualcuno che è molto attivo sessualmente. La promiscuità sessuale nei giovani uomini, e nel maschio in generale, non è mai stata scoraggiata o ritenuta scandalosa nel corso dei secoli come è avvenuto contrariamente per le donne.
 Ma diventare vittime di cyber-harassement a livello sessuale può avere molti effetti nocivi per la salute delle adolescenti, molte delle quali iniziano ad isolarsi dai contesti sociali e scolastici proprio per non dover affrontare i loro coetanei-aguzzini.
La loro qualità di vita inizia a deteriorasi ed anche quando queste studentesse vengono inserite in nuovi contesti sociali e scolastici, ad esempio dopo trasferimenti, quasi sempre la molestia le segue giacché l’utilizzo delle nuove tecnologie permette una grande facilità di diffusione delle informazioni ed immagini.
Nella maggior parte dei casi le vittime di queste molestie sviluppano depressione, ansia, tossicodipendenza, disturbi alimentari e / o altri problemi di salute mentale. Alcuni dati sui principali nuovi supporti tecnologici utilizzati come strumenti di cyber-molestie, evidenziati da uno studio realizzato dal Comitato sindacale europeo per l'educazione (ETUCE / CSEE): e-mail 50%; Chat room 35%; Gruppo di discussione 15%; Siti web 31%; Siti di social networking 33%; Instant messaging 31%; telefoni cellulari 57%; servizi di messaggeria breve 17%; Blog 23%; Altro 17%.
Alcune strategie più comunemente usate comprendono, per esempio, il vandalizzare un motore di ricerca oppure violare le informazioni bancarie, per rovinare la reputazione privata e lavorativa della vittima e minarne così la sicurezza.
Le cause di queste cyber molestie sono da ricondurre nella maggior parte dei casi al sesso 33%; alla religione 10%; all’origine razziale o etnica 23%; all’età 20%; all’invalidità 17%; all’orientamento sessuale 20%; altro 53%. Le ragioni sono molteplici, che vanno da ragioni emotive, come antipatia personale, conflitti di interesse sul lavoro, oppure anche dietro una motivazione economica.
In Europa , negli ultimi anni si registra una diffusione in crescita del fenomeno soprattutto nel settore scuola, a tal riguardo è possibile rilevare che il rischio legato al cyberharassment è da considerarsi prioritario non solo in relazione agli studenti, maschi e femmine, ma anche e soprattutto in relazione a tutto il personale, in particolae quello femminile che svolge la propria attività lavorativa nel settore dell’istruzione.
Tale fenomeno influisce infatti in maniera determinante sulle condizioni di lavoro e sulla salute delle lavoratrici e dei lavoratori. In quest’ottica, il sindacato europeo degli insegnanti ETUCE ha portato avanti un progetto sulle cyber-molestie ed ha elaborato due indagini; la prima ha avuto come scopo quello di raccogliere ali vello europeo informazioni sul tema e sull’entità del fenomeno, constatando che le cyber-molestie sono particolarmente presenti nel settore lavorativo scolastico; la seconda indagine ha esaminato le strategie nazionali per combattere le cyber-molestie ed elaborato una raccolta di buone pratiche su come continuare a sviluppare e migliorare le misure anti-violenza. In quest’ottica la sfida per il futuro è senza dubbio quella di integrare l’importanza delle cyber molestie ed i rischi ad esse connesse alle istanze di salute e sicurezza sul lavoro in particolare per le insegnanti ed il personale scolastico del comparto.
Appare fondamentale inoltre sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema, in collaborazione con tutti i soggetti interessati in materia di istruzione e formazione.

 

Emma Pietrafesa

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