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Attualità e Società

12 Giugno 2012

Il Pride è patrimonio di Torino, sempre più concretamente Città dei Diritti

Si è svolta oggi la riunione congiunta della Commissione Cultura e Pari Opportunità (presieduta da Luca Cassiani e Marta Levi) in cui è stato audito il Coordinamento Torino Pride e una folta rappresentanza di consiglieri di maggioranza e opposizione. Platea che, con certi distinguo, ha sancito l'istituzionalizzazione del Torino Pride quale ricorrenza annuale cittadina che, per la propria natura antidiscriminatoria, di rispetto e valorizzazione di tutte le differenze può ben dirsi patrimonio della collettività tutta.

  Il Pride è patrimonio di Torino, sempre più concretamente Città dei Diritti

"Come assessore alle Pari Opportunità - ha dichiarato Mariacristina Spinosa, titolare in Giunta di questa delega - chiederò a tutti i colleghi del Consiglio e m’impegnerò personalmente come Assessorato, affinché il Comune di Torino ampli e completi il processo di parificazione oggettiva delle persone omosessuali nell'accedere agli istituti e ai Servizi che sono di competenza cittadina, confermando il progetto di Città dei Diritti." "Purtroppo il riconoscimento dello status e dei diritti di coppia alle persone dello stesso sesso resta in mano al Parlamento che su questo tema non si é ancora voluto pronunciare, ma il Comune ha facoltà di interpellare e spronare il Legislatore, e nel mentre rimuovere fattivamente tutti gli ostacoli tecnici e burocratici in tal senso" aggiungono molti degli interventi dei Consiglieri in sala.

 

"Ringraziamo l'Assessore Spinosa e i tanti consiglieri comunali che oggi ci hanno dimostrato senza giri di parole il proprio affetto, l'attenzione ai nostri temi e la volontà di dare concretezza alle nostre richieste - ci dice Giovanni Caponetto, Coordinatore del Torino Pride LGBT - come rappresentanti della Comunità LGBT torinese non possiamo che accogliere positivamente quest’apertura e metterci a disposizione per coadiuvare, ampliare e pubblicizzare l'intero processo con la cittadinanza tutta, con lo stile trasversale che ci è proprio e che tiene insieme tutti i Diritti sotto l'accogliente cappello della laicità. Non posso però astenermi – continua Caponetto - dal notare come certi interventi, pronunciati da alcuni, in effetti appena 3 consiglieri d'opposizione, ripropongano stancamente vecchi cliché di gay contro eterosessuali, di ostentazione contro sobrietà o, per citare il più sgradevole, di Pride come pagliacciata. Siamo orgogliosi dei nostri metodi di rivendicazione gioiosi, che quest'anno abbiamo anche descritto chiaramente nel Documento politico, così come siamo certi che alcune di quelle contrapposizioni sono state superate almeno dal 2006 e hanno reso il Torino Pride patrimonio della Città. Quest'anno il nostro Pride avrà ancora altri elementi di cui andare orgogliosi: infatti oltre a chiedere un'attenzione particolare ai temi dell'ecologia e, come tutti gli anni a non costare un euro al Comune (è totalmente autofinanziato da eventi come l'Official Pride Party ai Murazzi del Po), destineremo l’utile utile di questi eventi alle popolazioni emiliane colpite dal recente terremoto e ci faremo promotori, seguendo l'esempio illuminante del Bologna Pride, di una massiccia vendita delle forme di Parmigiano rovinate dal sisma. I proventi di quest’azione andranno direttamente a dare una boccata d'ossigeno a un'economia in ginocchio, dimostrando, come se ce ne fosse ancora bisogno, che la comunità LGBT è parte attiva della nostra società, in prima fila per la solidarietà, e che chiede soltanto di essere finalmente uguale nei Diritti, essendolo già nei Doveri, in fondo… Non vogliamo mica la luna!"


Giovanni Caponetto

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