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06 Agosto 2011

Il Ferrara Buskers Festival 2011 rende omaggio all'Unità d'Italia

Dal 19 al 28 agosto la città estense si trasforma in un tripudio di colori e suoni con più di mille artisti.

Il Ferrara Buskers Festival 2011 rende omaggio all'Unità d'Italia

Si dice che nell’antica Grecia il termine “musica” indicasse tutte le arti delle Muse, dee celestiali e perfette, capaci di ispirare i più grandi personaggi del passato e i migliori musicisti. Le espressioni sonore, in tutte loro forme, anche quelle inimmaginabili, e i più eclettici professionisti dell’arte musicale on the road saranno i protagonisti della 24° edizione del Ferrara Buskers Festival 2011, che quest’anno si avvale della main sponsorship del Gruppo Hera. La più importante rassegna internazionale del musicista di strada, che dal 19 al 28 agosto trasformerà la città estense in un tripudio di suoni, di colori, di fantasie al limite del possibile. Resteranno stupefatti i numerosissimi spettatori, che arriveranno da ogni luogo, quando entreranno nel regno incantato della città invasa dai suoni del mondo. Più di 1.000 artisti, provenienti da ogni angolo del pianeta, si destreggeranno in armonie eterogenee, facendo riecheggiare gli strumenti più esclusivi. Ma resta l’incognita della sorpresa. Ad ogni edizione, infatti, il festival si arricchisce di strabilianti novità ed iniziative. Quest’anno è dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia, mentre la nazione ospite è l’Olanda. Quattro gruppi di artisti invitati, sui venti ufficiali, provengono dal Paese dei mulini a vento, scelti con intuito ed ingegno dal direttore artistico Stefano Bottoni, per festeggiare la prima dedica al paese nel 1990. Se l’idea dell’Olanda rievoca paesaggi immersi nella natura, tutto il Ferrara Buskers Festival di quest’anno si tinge di verde, grazie al Progetto Eco Festival. Con il fondamentale sostegno del Gruppo Hera, il direttore Gigi Russo e lo staff organizzativo  hanno messo in piedi una grande operazione ecologica che disegna un nuovo modo di essere della rassegna. “Zero sprechi per una grande festa”: è questo lo slogan dell’iniziativa che vedrà spettatori, partner ed organizzatori impegnati in un esclusivo progetto a tutela dell’ambiente, il cui obiettivo è la riduzione progressiva della carta, dei rifiuti, delle emissioni connesse alla realizzazione a alla fruizione dell’evento.
La serietà dei propositi è testimoniata dal coinvolgimento delle Università di Ferrara e di Bologna e degli Assessorati alla Cultura, all’Ambiente e alle Attività produttive del Comune di Ferrara. Bureau Veritas certificherà i risultati ottenuti, mentre il coordinamento scientifico è affidato all’ing. Mario Sunseri di Labelab. Decisivo, come si diceva, l’intervento di Hera che, oltre ad essere main sponsor della manifestazione, mette a disposizione del progetto risorse operative, fondamentali competenze tecniche e grande esperienza nell’ambito dei progetti di sostenibilità ambientale.
Il sipario si apre venerdì 19 agosto a Comacchio, la splendida città lagunare, dove, come da tradizione, si svolge l’irrinunciabile anteprima. Vagabondando sui ponti e canali della “piccola Venezia”, lo spettatore si immergerà nella seducente atmosfera fatta di vibrazioni musicali ed effetti acustici, assaporando in anticipo un assaggio di ciò che dal giorno successivo accadrà a Ferrara.
Così, dal 20 agosto, inoltrandosi nell’espressiva cornice della città estense, sarà difficile non farsi trasportare dalle musicalità scivolanti dello swing parigino anni ’30 che il trio inglese “The Swing Ninjas” mescola con i ritmi jazz e retrò di New Orleans e con le armonie tipiche dell’immaginario zingaresco. Dal calore delle terre dell’Africa del Sud provengono invece gli “Ubuhle be Afrika”. A suon di tamburi, marimba e diversi strumenti a percussione, accompagnano canzoni e balli delle etnie che hanno dato origine al loro popolo, attraverso una performance intrisa di cultura e scenografia. Movimenti Xhosa si alternano agli stili Zulu, tra danze Tswana e la “gumboot dance”.
Costumi ispirati alle mode di inizio secolo scorso catapultano il pubblico in un viaggio tra le atmosfere retrò e i ritmi dello swing anni ’20, reinterpretati con maestria dalla “Cialtrontrio BigBanda”. Il trio marchigiano, vincitore del contest “Vota il tuo Baskers” nel 2010, ripercorre le emozioni sonore degli anni ’30 fino a proporre in chiave ironica le canzoni che hanno fatto la storia degli anni ’40 e ’50. Folk rock e word music sono invece i generi che esprimono gli effetti musicali degli “Ajelè”. Voci energiche, tonalità di influenza reggae e sonorità estrapolate dalle antiche ballate russe, danno vita ad uno spettacolo ricco di teatralità e coinvolgimento. Rock e divertimento sono gli ingredienti segreti dei “Gunshot”. Dalla Francia, l’Inghilterra e gli Stati Uniti, gli artisti interpretano il Rock’n’Roll anni ’50 attraverso una chiave originale, stravagante e imprevedibile.
La musica brasiliana in tutte le salse, contaminata di reaggae americano, black music,  jazz e rock è la base espressiva della “Banda C’Dzara”. Gruppo latino che riesce a trasformare i ritmi sudamericani della madre terra nelle passioni musicali del mondo. Ed internazionale è anche l’esperienza artistica di “Peter Jones & The Lazy Bandits”. Dalle strade di Cophenagen a quelle di tutta Europa, il quartetto raccoglie ogni giorno la sfida di esibirsi davanti agli spettatori casuali che incontra lungo il proprio cammino. Producendo, attraverso l’interazione con il pubblico, brani speciali impregnati di blues, folk e rock acustico. Stessa empatia e passione nei pezzi musicali dei “Microguagua”, la band che ha inventato la “mediterranea reggae-dub”, sperimentazione musicale che dal reggae produce un particolare stile acustico, fresco e pieno di energia positiva. Testi a sfondo sociale e “good vibration” per uno spettacolo unico.
Dalla passione per la musica celtica, contagiata dalle melodie del Sud Italia, nascono i “Brigan”. Tamburelli italiani si alternano al bodhràn, tamburo tipico della tradizionale musica irlandese e ad eterogenei strumenti a percussione, provenienti dallo stile nordico. E se capiterà di essere pervasi da un’irresistibile voglia di ballare, si tratta dell’ effetto “Trikosis”. La band olandese che diffonde tra le strade europee ritmi klezmer e melodie gipsy di tradizione gitana, intrecciando le performance sonore con il teatro e la comicità. Un ambiente onirico ed emozionale è invece quello ricreato dalla “Ibo Orchestra”. Opere melodiche mescolano la realtà con il sogno, tra tonalità popolari ed ammalianti suoni soavi del violino, la viola e il violoncello.
Il jazz delle origini con la carica swing immerge lo spettatore nell’intrigo musicale del trio internazionale “Oum Tcha”, mentre la jazz music, tra pulsazioni ritmiche e note intense, è frutto del carisma degli olandesi “The Maestro’s”. Il padre chitarrista accompagna le stravaganti note della batteria e la chitarra dei giovani figli, che compongono il gruppo con un esperto violinista e un capace bassista. La professionalità non è da meno neanche nelle esibizioni dei “Mariachi Peralta”, gruppo di sudamericani di diversa provenienza con abito da charro e cappello sombrero, che  portano on the road  la cultura e i ritmi del luogo natio. Strumenti di tradizione messicana si mescolano con gli stili tropicali e le danze più calienti. Dalla salsa alla bachata, e poi il merengue e il reggae ton, la cumbia e l’andino.
Impossibile, inoltre, non riconoscere la “chapman stick” di “Eliah”. Il solista dal sound esclusivo ha creato un vero e proprio genere musicale nuovo, che spazia tra funky, ”ambient” e psichedelico. Spiritualità ed energia sono la base dei “Payazen!Steim”. Altro quartetto olandese che con una particolare musica klezmer guida la folla in balli frenetici e ritmi impregnati di feroce melodia.
Se il Ferrara Buskers Festival è un covo di strumenti stravaganti ed originali, risalteranno alle orecchie i suoni forti ed incisivi delle chitarre resofoniche dei “Die Autobahnkapelle”. E alla vista la singing saw (sega), i flauti, ossa e cucchiai che conducono lo spettatore tra la rootmusic americana. Fuori da ogni canone musicale è anche “The Bottle Band”, la squadra di artisti polacchi, che suonano soffiando nelle bottiglie di vetro, disposte in scala. Una sperimentazione musicale innovativa e sorprendente. Che ha inoltre il vantaggio di essere eco-compatibile, dunque in linea con l’edizione del Ferrara Buskers Festival di quest’anno. Ammaliante e allo stesso tempo vigorosa è l’espressione sonora della “Vodku Band”. Sei musicisti ungheresi, armati di violino, clarinetto, sassofono, chitarra, flauto e percussioni riescono a creare situazioni sensoriali, dominate dalla vitalità e dall’allegria. Infine, ma non ultime, le “Brass Babes”: tre scoppiettanti musiciste accompagnate da un batterista, che si distinguono per la combinazione di strumenti a fiato, da cui viene fuori una confluenza di suoni latina, pop, esotica e jazz.
A fare da contorno alle esibizioni dei buskers, anche quest’anno sarà a disposizione dei più piccoli la divertente scuola del Microcirco. La compagnia della famiglia Ferraris organizzerà uno stage per i bambini dai 5 ai 12 anni, insegnando loro i fondamenti di alcune discipline circensi. Molte, inoltre, sono le iniziative collaterali, come il workshop di fotografia con Marco Caselli Nirman, che dal 20 al 22 agosto guiderà i partecipanti in un percorso didattico legato agli artisti di strada. Le iscrizioni sono aperte fino al 18 agosto. Insomma, le sorprese per il pubblico sembrano essere infinite. Oltre all’iniziativa che incoraggia l’utilizzo di mezzi di trasporto collettivi e il car pooling grande spazio sarà dato alla bicicletta, mezzo super ecologico, che più accomuna Ferrara con Amsterdam, capitale della nazione ospite.

La redazione

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